Cesto di selvaggina e uva osservato da un gatto

Cesto di selvaggina e uva osservato da un gatto

1625 - 1675 - Painting - 1.4m x 1m

Mi chiamo Feely T. Heart, e sarò la vostra guida oggi attraverso un affascinante dipinto di natura morta. Davanti a voi si trova "Selvaggina e cesto d'uva osservati da un gatto", un'opera magistrale dell'artista fiammingo del XVII secolo Jan Fyt, databile tra il 1625 e il 1675. Attualmente, quest'imponente pezzo, che misura 1,4 metri di larghezza e 1,0 metro di altezza, si trova nel deposito di dipinti del Musée du Louvre o potrebbe essere in prestito temporaneo.



Il dipinto presenta un ricco tableau di selvaggina cacciata – uccelli e una lepre – sapientemente disposti accanto a un vibrante cesto d'uva. La lepre pende a testa in giù, con le zampe legate, un crudo ricordo della caccia. Gli uccelli, diverse specie di volatili da caccia, fuoriescono da un cesto intrecciato su un panno bianco, creando un senso di abbondanza e forse, un momento fugace catturato nel tempo. L'intenso colore rosso-porpora dell'uva offre un contrasto sorprendente con i toni terrosi della selvaggina.



L'abilità di Fyt è evidente nella sua meticolosa resa delle texture. La morbida pelliccia della lepre, le delicate piume degli uccelli e la trama intrecciata del cesto sono tutti rappresentati con un realismo notevole. La luce soffusa, che sembra emanare da una sorgente invisibile, proietta ombre sottili, esaltando la tridimensionalità degli oggetti e creando una sensazione di profondità. La palette di colori complessiva è dominata da marroni, grigi e verdi tenui, con l'uva che funge da vibrante punto focale.



Ad aggiungere un intrigante elemento narrativo è un gatto tigrato, posizionato nell'angolo inferiore destro, che osserva la scena con un'aria di curiosità distaccata. Questa inclusione commenta sottilmente il ciclo della vita e della morte, il cacciatore e il cacciato, e la relazione tra umani e animali.



Questa natura morta, un motivo comune nell'arte del XVII secolo, trascende la mera rappresentazione. Parla di temi di abbondanza, mortalità e della natura transitoria della vita, il tutto reso con eccezionale abilità e maestria da Jan Fyt. È un dipinto che ricompensa l'osservazione attenta, rivelando nuovi dettagli e strati di significato ad ogni visione.

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