
Benvenuti a tutti. Oggi ci troviamo di fronte al toccante capolavoro di James Tissot, "La morte di Gesù", un'opera dipinta tra il 1886 e il 1894, oggi parte della collezione del Brooklyn Museum. nn Con un'altezza di poco inferiore a sessanta centimetri e una larghezza di poco più di quarantacinque, il dipinto non ha bisogno di grandi dimensioni per avere un grande impatto. Tissot ci pone ai piedi della croce, testimoni di un momento cruciale della storia. La scena è spoglia, il cielo sopra di noi turbinante di grigi e blu tempestosi, che riflettono la turbolenza emotiva dell'evento. nn Tissot usa magistralmente la luce e l'ombra per guidare i nostri occhi. Le figure crocifisse, immerse in una luce soffusa, diventano il punto focale, il loro dolore e la loro sofferenza sono palpabili. Notate i dettagli: il sangue che cola dalle ferite di Cristo, la mollezza del suo corpo, le espressioni angosciate di coloro che sono riuniti sotto di lui. nn Questa non è solo la rappresentazione di un evento storico, è uno studio del dolore e della devozione umana. Vediamo Maria, di spalle a noi, che si protende come per toccare il figlio un'ultima volta. La donna inginocchiata in blu accanto a lei incarna il puro dolore. Anche le figure sullo sfondo, seppur meno definite, sembrano essere colte in un momento condiviso di lutto. nn "La morte di Gesù" di Tissot è un potente promemoria del peso emotivo di questo evento, anche a secoli di distanza. Ci sfida a contemplare non solo il significato storico della crocifissione, ma anche il suo profondo impatto umano.
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